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Saturday, 7 September 2013

Lokomotiv Yaroslavl: due anni dalla tragedia.


7 settembre 2011, ore 16:05. Si consuma il dramma più grande della storia dell’hockey, ma prima di tutto un dramma umano. Sul fiume Volga, nei pressi dell’aeroporto di Jaroslavl, il destino si porta via 45 vite umane, tra membri dell’equipaggio e l’intera squadra della Lokomotiv Jaroslavl. Uomini e ragazzi, prima ancora che giocatori. Oggi, a due anni di distanza, la ferita è ancora lungi dall’essere rimarginata e appare anzi insanabile: non solo la stella slovacca Pavol Demitra, non solo lo svedese campione olimpico e del mondo Stefan Liv, non solo i cechi campioni del mondo Karel Rachunek, Jan Marek e Josef Vasicek, non solo il lettone Karlis Skrastins e il bielorusso Ruslan Salej, tutti nomi noti agli appassionati in quanto grandi firme della NHL, ma anche tanti giovani ragazzi, appena ventenni, promesse dell’hockey russo. Quel maledetto 7 settembre la squadra guidata dal canadese Brad McCrimmon era diretta in Bielorussia, a Minsk, dove avrebbe dovuto giocare il match d’esordio della stagione 2011/12 della KHL. Lo YAK-42D pilotato dal comandante Andrei Solomentsev e dal copilota Igor Zhivelov ha però problemi durante il decollo dall’aeroporto Tunoshna di Jaroslavl e non c’è più niente da fare quando il velivolo impatta contro un radiofaro al termine della pista 05: poco più di un chilometro dopo, tra il fiume Tunoshenka e il fiume Volga, la fusoliera dell’aereo si disintegra al suolo e la coda finisce in acqua. Scattano i soccorsi, ma la situazione è disperata: l’unico sopravvissuto alla tragedia resta l’ingegnere di volo Aleksandr Sizov. Viene estratto vivo dalle macerie anche Aleksandr Galimov, la ventiseienne ala sinistra russa, che si arrende però alle gravi ustioni riportate qualche giorno dopo, il 12 settembre. L’aereo della tragedia era a soltanto un anno dal “pensionamento”, il motore venne sostituito un mese prima dell’incidente: nel 2009 inoltre la Commissione europea mise sotto inchiesta la Yak Service, per problemi di aeronavigabilità e sicurezza. Per questo motivo dal 2010 per gli Yak vigeva un divieto di volo nello spazio europeo. Nonostante ciò le successive indagini indicarono come più probabile un errore dei piloti, che avrebbero proseguito la manovra di decollo invece che effettuare una frenata di emergenza: anche dopo le simulazioni, però, non è ancora stata fatta totale chiarezza sulle dinamiche dello schianto. Poco importa però, quando sono ormai due anni che quarantacinque vite sono scomparse. Piccoli e grandi campioni, con grandi successi alle spalle e altrettante vittorie in programma, sfumate sulla riva di un fiume. Hockeytime ricorda tutte le vittime del disastro e si stringe ancora una volta al dolore dei famigliari. 

LOKOMOTIV YAROSLAVL – 07.09.2011/07.09.2013 

Giocatori: Vitalij Anikeenko, Sjarhei Astapcuk, Michail Balandin, Aleksandr Vasjunov, Josef Vasicek, Oleksandr Vjuchin, Pavol Demitra, Robert Dietrich, Marat Kalimulin, Aleksandr Kaljanin, Andrej Kirjuchin, Nikita Kljukin, Stefan Liv, Jan Marek, Karel Rachunek, Ruslan Salej, Karlis Skrastins, Pavel Snurnicyn, Daniil Sobcenko, Ivan Tkacenko, Pavel Trachanov, Gennadij Curilov, Maksim Suvalov, Artem Jarcuk, Jurij Urycev e Aleksandr Galimov.

Staff: Brad McCrimmon (Head coach), Aleksandr Karpovtsev (Assistant Coach), Igor Korolev (Assistant Coach), Yuri Bakhvalov (Video operatore), Aleksandr Belyaev (Fisioterapista), Andrei Zimin (Medico sociale), Nikolai Krivonosov (Fitness coach), Evgeny Kunnov (Fisioterapista), Vyacheslav Kuznetsov (Fisioterapista), Vladimir Piskunov (Dirigente) e Evgeny Sidorov (Coach-analyst).

Equipaggio: Andrei Solomentsev (Comandante), Igor Zhivelov (Copilota), Nadezhda Maksumova (Assistente di volo), Vladimir Matyushin (Ingegnere di volo), Elena Sarmatova (Assistente di volo), Elena Shavina (Assistente di volo) e Sergy Zhuravlev (Meccanico di bordo).

Fonte: hockeytime.net

Onore e ricordo. 


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